Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/464

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ricerca del fiorino d’oro di giangaleazzo visconti 423

Tavola XI. — La corona ducale vera di Giangaleazzo è ben diversa, e chiunque può vederla nel frontispizio dello splendido messale donato da lui medesimo alla nostra Basilica Ambrosiana nell’occasione del suo coronamento a duca. Quivi, nel mezzo, due quadri rappresentano il nostro Visconti in due momenti: nell’atto che il Legato di Venceslao gli impone la corona, e in quello nel quale, coronato, si mostra agli astanti. Qui la corona consta di un cerchio sul quale si impostano a croce due semicerchi formando così una specie di calotta.

Il frontispizio stesso è fregiato in contorno di fiorami e d’imprese: la colomba col motto — à bon droit — il leopardo accosciato sotto un melarancio. In basso negli angoli due elmi di profilo in riscontro, di colori differenti e con cimiero diverso.

Quello a sinistra dell’osservatore porta in cimiero un cono terminante in un globo di color rosso.

L’altro a destra è cimato del drago visconteo d’azzurro col fregio di piume d’oro, il fanciullo di rosso, e porta posteriormente una falda di bianco. Amendue gli elmi hanno la stessa corona a tre gigli, alternati da due punte. Tranne questa diversità di poco momento la corona è la stessa di quella veduta nei pezzi figurati Tav. X, n. 3, 6, 7. Fra gli elmi due scudi; quello a sinistra ha l’aquila nera in campo d’oro, quello a destra è inquartato della vipera azzurra in campo d’argento e dei gigli d’oro in campo azzurro. Gli elmi e gli scudi sono riprodotti di forme e colori eguali in altro foglio miniato del messale stesso. La sola differenza che vi riscontrai è nel colore della falda dell’elmo visconteo, qui azzurra dove là è bianca, forse perchè col tempo il colore ne sarà svanito.

La presenza, nel corpo di un dipinto tutto inteso a celebrare la gloria di Giangaleazzo, dell’elmo dal