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i medaglisti del rinascimento alla corte di mantova 439

III


GIAN MARCO CAVALLI.


Finora quasi sconosciuto, questo artista non deve però essere stato degli ultimi fra quanti concorsero con magistero dell’opera loro a illustrare la Corte mantovana nell’aurea epoca dell’italiano rinascimento e le non troppo copiose notizie che ho potuto raccogliere su di lui, se non varranno a metterne in luce dettagliatamente la vita e le opere, saranno, spero, più che bastevoli a renderne interessante la figura, meritevole per più di un titolo di prender posto nella storia dell’arte.

Gian Marco Cavalli nacque in Viadana, paese del Mantovano, da Andrea, detto Miseria, notaio di professione, verso la metà del quindicesimo secolo1.

Nulla sappiamo sul principio della sua carriera, e la prima memoria di lui risale al 1479 nel qual anno veniva dai suoi compaesani scelto a far parte del Consiglio degli Ottanta, come appare da un registro del Comune di Viadana2. Solo due anni dopo lo

  1. La famiglia Cavalli è originaria di Viadana e molti de’ suoi membri esercitarono l’arte del notatario. Un Venturino Cavalli, il 29 giugno 1420, rogò l’istromento di donazione fatto da Giacomo Gavalcabò, già signore di Viadana, a Gian Francesco Gonzaga, in compenso degli assegni da quest’ultimo avuti il 18 giugno 1416, giorno della dedizione di Viadana al marchese di Mantova. Andrea Cavalli, padre di Gian Marco, era pure notaio e viveva ancora nel 1496.
    Queste notizie insieme a diverse altre mi furono favorite dal mio dotto amico, prof. Antonio Parazzi, arciprete di Viadana, al quale sono lieto di rendere qui grazie per gli importanti materiali scientifici posti a mia disposizione.
  2. Arch. comunale di Viadana. Libro rosso, pag. 69 e 68.