Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/67

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42 giovanni mulazzani

Santi Gervaso e Protaso dall’altra, moneta che formava parte della sua collezione numismatica patria, e che non cessa di essere custodita nella sua famiglia.

Di quell’istessa repubblica che fu però per poco rediviva alla metà del secolo XV coll’estinzione della dinastia Visconti, abbiamo altro fiorino pubblicato dal Muratori esistente in ogni ben fornito gabinetto, e la sua metà facile a rinvenirsi ovunque anche nelle collezioni minori.

Ora, tanto questo fiorino Muratoriano che la sua rispettiva metà sono d’oro purissimo dimostrato sufficientemente ad occhio nudo dalla somma loro flessibilità per non dire che lo sono di sicuro per tutti li documenti istorici di quel tempo e per l’assaggio che ne feci istituire, padrone essendo di tutti due li pezzi, e non ho dubbio, che dell’egual tempra sia il Verriano più antico sia perchè l’ho avuto in mano a mio bel agio, sia per quelle molte altre ragioni che faremo valere alla rubrica dei tre fratelli Viscontei quando si tratterà per disteso del Fiorino d’oro coi primi due esemplari a quel posto che saranno da noi esibiti di una tale moneta.

Similmente puro fu l’oro posto in opera dai Visconti e dagli Sforza, e ciò mi consta dalle memorie non solo di quell’età, ma dagli esperimenti, che volli far eseguire sovra tutti quelli che conservo in copia, e che ascendono a più di una ventina. L’ottimo re di Francia, e nostro duca, Lodovico XII, mantenne l’antico rigore nei’ suoi doppi ducati, potendosene ognuno persuadere da me che ne posseggo, benché assai rari, più di un esemplare.

La bella prerogativa comincia a venir meno con Francesco I suo successore, il quale nel mentre coniar fece nell’officina nostra, tuttoché diversamente sen-