Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/136

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bibliografia 119

“che ne abbiano battute, e che si possano un giorno rinvenire.” Schiettamente, a noi sembra che questi cenni storici costituiscano in parte un fuor d’opera superfluo, e in ogni caso abbiano bisogno di essere modificati radicalmente in una seconda edizione. Ed eccone i motivi.

Anzitutto, in ispecie per lo sviluppo eccessivo della parte puramente storica, questi cenni contrastano collo scopo pratico dell’opera, ch’è la ricerca bibliografica, per tacere che ne accrescono senza necessità la mole. Poi, fra le notizie storiche, se ne potevano omettere molte che sono di assai dubbio interesse, anche prescindendo dalla considerazione che, in questi tempi di specializzazione, le notizie storiche non si attingono da un repertorio numismatico. Infine, se colla storia si voleva risalire ad epoche anteriori alla fondazione delle zecche medioevali, si poteva almeno (e sarebbe stato naturalissimo) far cenno delle rispettive monete antiche, romane, greche, umbre, etrusche, puniche, quante volte se ne presentasse l’occasione, il che accadeva ad ogni pie sospinto. Invece gli Autori si limitarono a poche righe su quest’argomento, per la sola Roma, ed a poche parole per Milano e Ravenna.

In una seconda edizione, adunque, si potrebbe forse arricchire con questi nuovi elementi i cenni storico-numismatici, che ora del resto, per lo più, nella parte strettamente numismatica, non ci danno altre notizie fuorché quelle contenute nelle Tavole sinottiche del Promis. Contemporaneamente però, bisognerebbe sfrondare i cenni di tutto ciò che hanno di sovrabbondante nella parte storica, in quanto questa non abbia attinenza colle vicende monetarie. Per tal modo, riteniamo, i cenni storici, premessi con assai opportuno pensiero agli elenchi bibliografici, acquisterebbero maggiore agilità e riuscirebbero di maggiore utilità ed interesse.

Innanzi di chiudere questa imperfetta recensione, ci sentiamo in dovere di ripetere per parte nostra, che l’opera dei fratelli Gnecchi, a malgrado dei molteplici difetti, non solo ci sembra notevolissima fra tanta penuria di buoni libri numismatici recenti in Italia, ma dotata anche di una vera