Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/159

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142 arturo g. sambon

THURIUM.


Tetradramma.

D/ — Testa di Pallade volta a destra. Sull’elmo è il mostro Scilla che colla destra lancia un sasso. Dietro la testa le lettere ΣΙ. Dinanzi si scorge, presso al mento, un aplustre.

R/ — ΘΟΥΡΙΩΝ — ΝΙ. Bove cozzante a destra. All’esergo un serpente che, ravvolto in ispire, drizza ostilmente il capo.

Arg. Peso gr. 15,95 (c1).


Per la prima volta m’è accaduto di veder, sopra moneta de’ Turini, un simbolo al mento di Pallade specialissimo questo dell’aplustre, che deve collegarsi a speciale avvenimento.

Simbolo significantissimo già di navigazione, l’aplustre valse pure a simboleggiare vittoria. Ne fanno fede alcune monete ateniesi, dove ricorda probabilissimamente la battaglia di Salamina; e un vaso, edito dal Lenormant, memoria pure di quell’evento, sul quale Minerva è raffigurata con l’aplustre nella destra, ond’esce una testa umana.

La storia di Turio non isfolgora di battaglie navali. È però memoria di un fausto evento, quando, movendo alla rovina di Turio una flotta di Dionigi il vecchio, affondarono le navi in una tempesta. E tale fu la gioia dell’inaspettato evento, che, dice Eliano1, i Turini dichiararono Borea loro concittadino, coll’appellativo di εὐεργέτης, assegnandogli una casa, una terra.

Ed il serpente all’esergo, nel suo atteggiamento

  1. Lib. XII. Cap. LXI. περὶ βοῤῥᾶ ἀνέμου τιμῆς