Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/210

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monetazione carolingia italiana 191

Le incessanti scoperte nummarie però comprendono oggidì fra le monete dì Milano anche taluna battutavi dal monarca borgognone, e così dicasi di altre monete coniate da altri dominatori sia in questa città che altrove in Italia1.

Osserva inoltre il Barthélemy, e ciò è quanto massimamente ne interessa, come sianvi parecchi re d’Italia, le cui monete non recano il nome di Milano, ma semplicemente le parole xpistiana relicio (sic), e come siasi convenuto di considerare queste monete, talvolta d’una assai larga dimensione, fabbricate nella medesima città di Milano2.

Si è convenuto, così si esprime il Barthélemy; certamente, soggiungiamo noi, si sarà convenuto fra i numismatici più accreditati di cui egli, numismatico del pari eccellente, avrà avuto contezza.

A siffatto asserto prestava fede il Morbio, come più volte ebbe a parlarcene personalmente, e come ognuno può rilevare dall’Elenco ragionato delle sue monete e medaglie vendute in Germania dopo la di lui morte, avendovi compreso sotto la zecca di Milano il denaro di Carlomanno (passato poi in nostra proprietà quantunque mancante dell’indicazione locale)3.


  1. Bertolotti Giuseppe. Illustrazione di un denaro d’argento inedito di Rodolfo di Borgogna re d’Italia, coniato in Milano circa il 922-925, Milano, Stab. G. Civelli.
  2. Barthélemy Op. cit, pag. 352. — Supponiamo che il libro del Barthélemy sia sfuggito alle indagini, ancorché accuratissime, dei fratelli Gnecchi, non trovandosi, per lo meno, compreso nella Bibliografia preposta al più volte citato loro lavoro, ed è peccato; perocché, sotto modeste apparenze, non è privo di assennate considerazioni tanto generali che speciali, e perché vi si leggono varie pagine consacrate anche alle zecche istituite dai re di Francia in Italia, non indegne per certo di riflessi e di studi.
  3. Catalog einer Sammlung Italienischer Münzen aller Zeiten etc. aus dem Nachlasse der Cavaliere Carlo Morbio, in Mailand etc, München, 1882, pag. 142, N. 1836.