Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/274

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il medaglione romano 253

loro numero; sotto tutti i regni furono coniati assai più sesterzii leggieri che pesanti. Poi il peso di questi stessi sesterzii leggieri è in continua diminuzione; le oscillazioni che abbiamo osservate nel prospetto in cui le monete pesanti e quelle leggiere non erano divise, qui sono pressoché scomparse. Questa progressiva diminuzione, e il fatto che i sesterzii leggieri sono assai più numerosi di quelli pesanti, ci permette di affermare con piena sicurezza che il sesterzio leggiero è la vera moneta corrente, corrispondente al rapporto reale fra l’argento e il rame all’epoca in cui fu emessa, e che quindi dobbiamo basare i nostri calcoli sulle medie dei pesi effettivi delle monete leggiere.

Le monete pesanti invece, di cui abbiamo dato i pesi nella prima colonna del prospetto, si comportano in modo addirittura opposto. In luogo di scemare continuamente di peso, si mantengono in media, nel periodo di tempo fra Galba e Tito, a gr. 27,3 sino a 27,9, salgono sotto Domiziano a gr. 28,4 e, dopo una breve interruzione, sotto Antonino Pio, a 28,5, sotto Marc’Aurelio perfino a 28,9; poi rimangono sino ad Eliogabalo sui 28 grammi circa. Soltanto con Severo Alessandro scendono a 25,9 e nei quindici anni successivi a 24,9 e 23,5. Non meno improvvisamente, e quel che è più, momentaneamente, salgono sotto Decio a 33,4, per precipitare, immediatamente dopo, sino a 21,7. Sotto Valeriano salgono di nuovo a 22,4 grammi; sotto Gallieno non raggiungono più che 21,9.

In questo singolare andamento saltuario non possiamo più riconoscere la forza lenta ma irresistibile delle condizioni naturali, quale si manifesta nella non interrotta diminuzione del peso dei sesterzii leggieri: vi dobbiamo ravvisare invece un effetto artificiale, che dev’essere la conseguenza di procedimenti, i quali non hanno nulla a che fare collo sviluppo naturale della monetazione.

Allo stesso risultato si giunge se si considera il numero e l’eccedenza di peso delle monete pesanti. Se la loro formazione fosse stata in uno stretto rapporto colla monetazione, avrebbero dovuto scemare di numero e di peso dopo Severo Alessandro; sarebbe stata una conseguenza naturale