Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/59

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44 umberto rossi

IV. — Croce nel diritto e busto di san Luigi nel rovescio (2 varietà)1;

V. — Pianta di spino secco nel diritto ed aquila coronata nel rovescio (1 varietà); contraffazione dei quattrini dei duchi d’Urbino2.

Tutte queste monetucce sono piuttosto rare e difficili a trovarsi ben conservate: non credo che il marchese Guglielmo abbia battuto monete d’argento e molto meno d’oro, perchè lo spaccio ne sarebbe riuscito difficilissimo a meno che non fossero state contraffazioni aperte.

Al marchese Francesco Guglielmo spettano tutte le monete che sinora sono andate sotto il nome di Francesco Guglielmo e di Francesco. I tipi che se ne conoscono sono già più numerosi di quelli del padre e restano ancora a scoprirsi le monete battute dallo zecchiere Anglese imitate a quelle degli stati che più sopra ho riferito cioè Francia, Savol., Venezia, Genova, Bologna, Roma, e Massa3: sommariamente si possono quindi enumerare i seguenti:

I. — Cavallotto, col nome Francesco Guglielmo; busto nel diritto e san Giorgio nel rovescio (6 varietà)4;

II. — Cavallotto, col nome Francesco, allo stesso tipo (3 varietà)5;

  1. Pubblicato dal Promis, Monete di zecche italiane inedite o corrette; un’altra varietà esisteva nella collezione Rossi.
  2. Pubblicato dallo Zanetti, op. cit. tav. XIX, 6.
  3. Un accurato esame delle contraffazioni sinora inesplicate spettanti a quelle zecche, metterà forse in luce delle nuove monete di Tresana: più avanti cito appunto due falsificazioni di sesini mantovani e reggiani, che furono trovate nel mare magnum delle monetuccie sconosciute.
  4. Pubblicati dallo Zanetti, op. cit., tav. XIX, 7. 8; quattro altre varietà esistevano nelle collezioni Rossi, Borghesi e Remedi.
  5. Pubblicati dallo Zanetti, op. cit., tav. XIX, 10 e nelle Zecche dei Malaspina, tav. I, 8; un’altra varietà esisteva nella raccolta Remedi.