Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/131

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126 vincenzo promis

“mente da quelli battuti in Vienna, essendo in carta di quegli anni gli uni dagli altri distinti1.

Di tal diritto v’era già indizio in carta del 1065 riportata dal D’Achery2 ma senza poterlo sicuramente affermare, lasciando dubbio che fosse essa indirizzata principalmente contro falsificatori della moneta viennese abitanti in Aiguebelle; ma la scoperta della prima serve a provare non trattarsi propriamente di falsificazione, ma d’imitazione della moneta viennese fatta nella zecca dei conti di Moriana aperta in Aiguebelle, la quale quando cominciasse a lavorare ignorasi, ma dalla carta del D’Achery appare che vi si batteva vivente il conte Oddone sul 1060, e che durò dopo di lui, ma dovette chiudersi quando dopo la morte della contessa Adelaide, accaduta nel 1091, Umberto II aperse quella di Susa residenza di quelli antichi marchesi conti di Torino. ”

A pag. 57 e seg., parlando di Oddone di Savoia successore di suo avo Umberto I e marito della celebre Adelaide di Susa, riporta alcuni estratti del Cartolario di S. Ugo succitato in cui si fa ripetutamente menzione di solidi aquabellenses, denarii monete Aquebelle, ecc. in modo da provare che si trattava di vera moneta colà battuta, e continua: “Quale fosse il tipo delle monete di Aiguebelle l’ignoro, non avendo sinora scoperto alcun denaro a quelli di Vienna consimile, sul quale segno alcuno esista per poterlo con certezza attribuire ai Principi di Savoia; cosa che non sorprende, essendo comune anche in tempi assai a questi posteriori il trovarsi memoria positiva di monete battute da principi o città, e non essere mai stato possibile il conoscerne l’impronto; nel nostro caso è ancor più facile tal cosa, che queste monete acquabellesi dovettero coniarsi in poca quantità ed aver avuto un oscuro corso, non trovandosi altrimenti mento-

  1. Cibrario e Promis. Doc., Sig, e Monéte, ecc. Torino, 1833, pagine 36 e 37.
  2. Spicilegium. Tomo, III, pag. 393.