Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/263

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248 bernardo morsolin

l’Impero1. Narra uno scrittore di cose vicentine, d’accordo, quanto alla sostanza, con lo storico Luigi da Porto2, che Giovanni Gonzaga, costretto a lasciare Vicenza, dove rappresentava il governo dei Confederati, per riparare i primi dell’agosto 1511 a Soave e congiungersi quindi all’esercito, inteso all’assedio di Treviso, commettesse a Isabella l'ufficio di reggere, in sua vece, la città3: ufficio, ch’ella teneva fino all’entrar del novembre, quando, necessitatavi dalla preponderanza dell’armi veneziane, capitanate da Meleagro da Forlì, dovè rifugiarsi, quasi a precipizio, in Verona. Allorché compivasi questo fatto, la Michiel non era però più la moglie del Sesso. Il Sanuto, pure accordandosi, in ciò che si riferisce alla sostanza dell’avvenimento, con lo scrittore vicentino, avverte ch’ella, bella donna e già vedova, s’era, o dicevasi per lo meno, rimaritata a Gasparo Vincer, un tedesco, governatore, per qualche tratto, della città di Vicenza, preso dagli Stradioti e tradotto prigione a Venezia. A questi aggiunge poi alcuni particolari relativi alla fuga d’Isabella da Vicenza: racconta cioè che, invitata a cedere la città, pose la condizione che Meleagro da Forlì facesse tirare alcuni colpi d’artiglieria, con l’intendimento che que’ colpi le valessero di giustificazione all’arresa. Dopo di che furono abbassati i ponti e spalancate le porte4


  1. Gio. Da Schio, Memorabili. — Famiglia Sesso, Msc. nella Biblioteca Comunale di Vicenza.
  2. Luigi Da Porto, Lettere Storiche. Lett. 63, pag. 285. Firenze 1857.
  3. Castellini, Storia di Vicenza, Tomo XIV, lib. 17. Vicenza 1822.
  4. M. Sanuto; Diarî. Tom. XIII, pag. 196. Venezia, 1886.