Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/302

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tremisse inedito al nome di desiderio, ecc. 285

cenza1, ed anche Treviso secondo l’Azzoni-Avogaro2. Rarissimi tutti quei cimeli, si hanno singolari in alcune raccolte privilegiate, e siccome appunto la somma loro rarità doveva essere forte stimolo alla triste genia dei falsificatori, così nè questi mancarono, nè vi fu scarsità di amatori illusi ed ingannati. Ma difficile era che la falsificazione raggiungesse il minuto ed affatto speciale lavoro dei tremissi originali, e la rarità stessa di questi, diveniva al tristo falsificatore massimo ostacolo a fare che l’indegna sua opera potesse essere condotta a tale risultato da trarre in inganno chi avesse sufficiente esperienza nello studio pratico delle antiche monete. Dobbiamo alla diligenza di Guid’Antonio Zanetti la narrazione ben dettagliata di una serie di falsificazioni di monete longobarde ai nomi di Cuniperto, di Liutperto, ed anche appunto di Desiderio tutte con applicazione alla città di Milano (FLAvia MEDIOLANO)3, e per vero lo Zanetti collo aver constatato ben chiaramente il processo di quella grande falsificazione, che doveva però presto scoprirsi, essendosi esplicata anche con impossibili tremissi lavorati in argento, ha reso ottimo servigio ai numismatici divenuti assai più guardinghi e severi nell’accettare simili cimeli. Ci occorre infatti di incontrare anche in alcuna delle raccolte numismatiche più distinte avvertita la falsità di qualche tremisse longobardo, conservato probabilmente quale saggio od imitazione per la mancanza della moneta genuina originale. Ciò trovai verificarsi per la grande collezione imperiale di Vienna4; per quella si rinomata del Welzl de Wellenheim venuta in vendita nell’anno 18445; ed in qualche catalogo recente di monete poste all’incanto ci

  1. Feuardent, Revue numismatique, 1862. Pag. 55.
  2. Op. cit. Pag. 56.
  3. Zanetti, Nuova raccolta, ecc. Tom. IV. Pag. 519. Lettere inedite pubblicate da B. Biondelli. Milano, 1861. Pag. 46.
  4. Arneth, Synopsis numorum veterum qui in Museo Cesareo Vindobonensi adservantur, 1812. Pag. 211, 212.
  5. Catalogue de la grande collection de monnaies, ecc. Vienne, 1844. Vol. II. Pag. 159 N. 2733.