Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/318

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vite di illustri numismatici italiani 301

italiana, scrutò i monumenti della sua patria, e tra questi fece dell’Anfiteatro di Pola l’oggetto principale delle sue dotte illustrazioni.

Ma lo studio delle monete, al quale aveva preludiato colla sua bella dissertazione sull’uso dell’argento, da allora e finché visse, prese il sopravvento nell’animo di lui e ne diede uno splendido saggio in due pregiate dissertazioni, la prima delle quali tratta: Della origine e del commercio della moneta e dei disordini che accadono nelle alterazioni di essa; la seconda comprende le: Ricerche storiche intorno all’istituzione delle zecche d’Italia dalla decadenza dell’Impero sino al secolo XVII. Ambedue queste dissertazioni unite furono pubblicate colla data dell’Aja (Venezia), nel 1751. — Dopo questa pubblicazione, volendo sempre più approfondire, ed esaurire per quanto gli era possibile quell’argomento, fece nuove indagini, estese le sue corrispondenze, intraprese viaggi a Torino, a Milano, nella Toscana. Dopo tre anni d’indefesse ricerche, cioè nel 1764, apparve in Mantova il primo tomo dell’opera che doveva collocarlo fra i primi e più celebrati nummologi del suo tempo, col titolo: Delle monete e dell’istituzione delle zecche d’Italia, dell’antico e presente sistema d’esse e del loro intrinseco valore e rapporto con la presente moneta dalla decadenza dell’Impero fino al secolo XVII per utile delle pubbliche e private ragioni.

A questo, dopo il breve intervallo di tre anni, tenne dietro il secondo tomo stampato in Pisa nel 1757; indi la prima e la seconda parte del terzo coli’ aggiunta di un’appendice, edite in Lucca nel 1760. Grandissimo fu il grido che si levò in Italia e fuori per quest’opera veramente monumentale; l’applauso dei dotti, dei giureconsulti, degli economisti, degli uomini di Stato e de’ corpi politici ne attestarono l’alta eccellenza, e in breve volgere di tempo ne provocarono parecchie edizioni. Di poco posteriore al Muratori e all’Argelati; coetaneo al Bellini, all’Affò e allo Zanetti, il Carli colla serietà ed importanza de’ suoi scritti seppe conquistarsi un posto distinto in mezzo a quegli uomini insigni, e diventare un nuovo vanto per l’Italia. Le