Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/372

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appunti di numismatica romana 355


Il restauro dei monumenti antichi, a qualunque genere essi appartengano, costituisce un’arte delle più delicate. Una volta dato mano al lavoro, è difficilissimo il contenersi e facilissimo per contro ed estremamente pericoloso l’eccedere; talché crederei che nella grande maggioranza dei casi il partito migliore sia quello di non restaurare affatto e di lasciare i monumenti nello stato in cui si trovano, limitandosi alle semplici opere di conservazione e di sicurezza, quando siano richieste da minaccia di rovina o di deterioramento. Il vecchio adagio francese: il est plus facile de s’abstenir que de se contenir, non fu certo inventato a proposito di restauri, ma vi si adatta mirabilmente e sarebbe una fortuna se vi venisse applicato.

Un amico mi osserva che i partiti estremi sono le risorse degli animi deboli, mentre la vera forza sta nell’arrestarsi a tempo. Il che io sono prontissimo ad ammettere; ma, dovendo pure ammettere nello stesso tempo che la grande maggioranza è composta dei deboli, rimane sempre consigliabile in via generale il partito dell’astensione, il quale, se non è il migliore, è certo il più facile e il meno pericoloso.

Seguendo la naturale inclinazione ad eccedere, il restauro viene molte volte a riuscire un rinnovamento; e allora, se del monumento primitivo rimane la forma — non sempre però fedelmente identica all’originaria — , e la materia — se non in tutto almeno in parte — , vi è però tolto quello che ne costituisce direi lo spirito, che forma il vero interesse artistico e scientifico in un monumento antico, che ne riassume quasi la storia e ispira la