Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/100

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84 luigi a. milani

Riproduciamo questi monumenti insieme con l’esatto disegno Garrucciano, affinchè ciascuno possa più facilmente convincersi della cosa.

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Come nella colonna rostrata e nel quadrilatero parigino, donde fu tratto dal Garrucci, tavola XIX, l’esatto disegno del rostro, così si vede chiaro nell’originale e nel calco del nostro spezzato che le cuspidi sono accecate da un tagliente nascosto sotto di esse, il quale è destinato a renderle più solide ed a fendere la nave dopo il cozzo e la prima squarciatura.

Il fendente non sempre apparisce (così la linea che lo determina quasi si perdette nella nostra riproduzione fotoincisa), o non sempre esiste; epperò si spiegano i tipi, forse aperti, di Todi, quelli del quadrilatero del Mus. Britannico (Garrucci, tav. XVIII), e quelli delle monete di Vetulonia1.


  1. Con tre cuspidi aperte, affatto simile ad un tridente, è rappresentato in alcuni monumenti dati dal Weiss, Kostumkunde, I, p. 1260, fig. 510, B. C. Nelle monete di Vetulonia (sestanti) (Garrucci, tav. LXXIV, nn. 16-16) crederei di riconoscere piuttosto un rostro anziché un tridente vero e proprio, perchè le cuspidi lanceolate sorgono inferiormente su di una sbarra orizzontale più lunga del bisogno, la quale sembra appunto destinata a fissarle alla nave, al modo stesso del rostro di Rimini (Garrucci, tav. LX, 1. Cfr. anche il rostro (simbolo) dei denari di Q. Fabio Labeo, Babelon, I, p. 4d0. 1.