Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/99

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aes rude, signatum e grave, ecc. 83

canti, rimando a Bouché-Leclercq1, richiamando, se pur ve ne fosse bisogno, i piccanti aneddoti di Q. Fabio Massimo e L. Papirio Cursore (Cic. Div., II, 34).

Circa al rostrum navis, dal padre Marchi creduto timone2, e generalmente tridente3, richiamo la giustissima osservazione fatta dal Garrucci, (p. 10): «ad escludere, scriveva egli, l’idea del tridente basterà notare che le tre cuspidi non sono libere, come sempre nei tridenti, ma legate insieme dal metallo che ne riempie gl’intervalli fin quasi alle estreme punte. Che se i rostri talvolta mostrano le punte prolungate di modo che paiono tridenti, non avviene per ciò che i tridenti abbiano mai ripieni gli intervalli4».

È strano che il Garrucci non abbia citato qualche confronto monumentale: avrebbe assai meglio persuaso, ed avrebbe probabilmente estesa l’interpretazione anche ai tipi delle monete di Todi (Garrucci, tav. LV, 5; LVI, 9), da lui richiamate in contradittorio.

Bastavano i semplici decisivi confronti con la colonna rostrata del Campidoglio, copia di quella di Duilio5, e con le monete repubblicane di Lollio Palicano (Babelon, II, p. 148, 2)6.

  1. Histoire de la Divination, Paris, 1882, IV, p. 908 e segg.
  2. Per la rappresentazione monumentale del tripudium sollistimum vedasi: a) bassorilievo romano presso Graevius, Thesaurus, V, p. 822; Daremberg e Saglio, Dictionnaire des Ant., II, p. 921, voce cavea; b) Zoega, Bassorilievi, I, 16; e) Ann. Ist., XVIII, tav. D. La gabbia (cavea) coi polli beccanti il mangime, in questi rilievi è sempre accompagnata dall’aquila legionare o dalle insegne dell’esercito.
  3. Presso Gennarelli, Moneta primitiva, p. 22.
  4. Mommsen-Blacas, I, p. 880.
  5. Canina, Dictionn. de l’Acad. des Beaux Arts, IV, p. 30; Daremberg e Saglio, Dictionn. des Ant., art. columna. Per l’iscrizione relativa e la letteratura, vedi C. I. L., I, 196, Ritschl, tav. XCV. Mommsen dimostrò essere del tempo di Claudio.
  6. Si noti che il primo Lollio nominato dagli antichi è un Sannita, distintosi nelle guerre di Pirro.