Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/108

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92 luigi a. milani

fettamente d’accordo con la data cui ci troviamo obbligati a riportare questi quadrilateri; nè tale data potrebbe invero determinarsi con maggiore sicurtà e precisione, ove si ricorra all’analisi tipologica.

Il tipo, certamente desunto dalle ovvie arcaiche monete greche di Posidonia e Sibari, ha esatto riscontro con quello del bronzo coniato di Capua a iscrizione osca (Garrucci, tav. LXXXVII, 10), spettante alla dominazione romana ed al periodo dell’asse trientale. Col toro dei quadrilateri ha pure riscontro tipico e religioso il toro a testa umana (toro ἀνδροπρόσωπος = Διόνυσος = Ζεὺς Γενέθλιος, Γαμήλιος, Πατρῷος, ecc.), tipo comune e generale di quasi tutte le monete di argento e bronzo emesse in Campania, in diverse città, con iscrizioni miste greche, osche e latine, alla fine della seconda guerra Sannitica, dopo la vittoria del Vadimone (283), la cacciata di Pirro (274), la presa di Taranto (272 a. C.), e mentre si prepara in Sicilia la prima guerra punica.

Allorchè i Romani emettono i quincussi col toro soffermo, i Lucerini, dietro ordine espresso di Roma, emettono gli assi di sistema librale romano di pieno peso e ridotto (10-9 once), esibenti nel diritto la testa di Minerva-Roma, di faccia, munita di galea dalla triplice cresta (τριλοφία), e nel rovescio appunto il toro soffermo respiciente con la coda arricciata, anzichè distesa, e all’esergo l’iscr. ROMA esplicativa dei tipi (Garrucci, tav. XXXII, 4, 5; d'Ailly, Recherches, I, tav. XLVIII, 1-3; Babelon, I, p. 16-17, gr. 327). Il toro di questi assi è desunto dalle monete autonome di Turio e corrisponde a capello col tipo del rovescio del grande e magnifico bronzo coniato di tale città (Garrucci, tav. CVII, 1), cui è contrapposta l’insigne e significativa attica testa di Athena Skyletria.

La testa di Minerva-Roma, che qui per la prima