Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/123

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aes rude, signatum e grave, ecc. 107

di Velia (Garrucci, tav. CXIX, 14), le quali danno qui chiaro indizio, che Roma, impersonando tutte quelle divinità, ormai sorvola commesse sul mare, presaga dei nuovi suoi destini ed aspirante al dominio oltremarino1.

L’osservazione, metrologicamente importante, fatta da Samwer e Bahrfeldt (op. cit. p. 66) circa i simboli monetari che si cominciano ad incontrare sui denari coi Dioscuri (cfr. Babelon, I, p. 38 e 47), non riguarda la prima emissione di questi denari fatta con leggenda incusa nel 269-268 a. C, anteriormente alla prima guerra punica; bensì una seconda emissione, quella appunto coi simboli e con la leggenda in rilievo, che sta in rapporto diretto con la ulteriore riduzione dell’asse sul piede sestantale2.

Epperò il giusto rilievo economico-metrologico fatto in base a questa osservazione dal Soutzo (Intr. a l’étude des Monn., I, p. 21 e seg., II, p. 14 e seg.), concerne la riduzione sestantale, non quella trientale, che, per le molteplici ragioni addotte, dobbiamo assolutamente ritenere posteriore alla battaglia di Milazzo (260 a. C.) e provocata dalla urgente necessità di riparare

  1. Per le anteriori spiegazioni dei tipi monetari di Roma vedasi Babelon, I, p. 19, dove si citano tutte le principali fonti. Per la tipologia il più importante scritto è quello speciale di Klügmann: L’effigie di Roma nei tipi monetari più antichi, Roma, 1879. I vari, cambiamenti che subisce la galea di Minerva-Roma mi fanno nascere l’idea che, o nella statua del frontone settentrionale Capitolino, o in quella della cella (Minerva-Roma), la galea fosse di metallo e mobile, secondo la tecnica antichissima (es. tempio di Egina). Cosi l’ elmo dell’immagine prototipa di Roma-Minerva diventava facilmente suscettibile delle sopraddette modificazioni araldiche; e dalle varie forme o tipi dell’elmo, nelle varie festività romane di Stato, potevasi a prima vista rilevare sotto qual particolare concetto religioso e politico Minerva-Roma veniva celebrata e solennizzata.
  2. Intorno a queste due varietà di denari cfr. Bahrfeldt, Zeitschr. für Num., 1878, p. 30 e segg.