Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/152

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
136 ercole gnecchi


Questo luigino, come tanti altri che non portano nome di zecca, fu attribuito ad Anna M. Luisa di Borbone, ma in seguito, dal Chalon1 e dall’Olivieri, nell’articolo succitato, e da altri, rivendicato a Livia Centurioni moglie di Filippo Spinola conte di Tassarolo; attribuzione consolidata dalle ragioni esposte da quei due autori, e ora unanimemente ammessa.


Rivista italiana di numismatica 1891 p 152.jpg


3. Luigino. — (Gr. 1.800-2.000. — Tit 344).

D/LIV • MA • PRI • SP • COM • T • SOW • DOM • Mezzo busto di donna a destra.
R/* DNS • ILLVMINAT • ET • SALVS • MEA • All’esergo • T • Stemma c. s. Ai lati dello stemma 16-66 (inedito).

Per le stesse ragioni accennate pel precedente, questo luigino, che non trovo pubblicato, va attribuito alla zecca di Tassarolo. Il dritto è identico a quello del precedente; nel campo del rovescio vediamo il solito stemma col T all’esergo, marca di zecca. Solo la leggenda del rovescio è variata in DOMINVS • ILLVMINAT(IO) • ET • SALVS • MEA • Questo motto non è nuovo nelle monete di Dombes e nelle sue imitazioni.

Il titolo del luigino ora descritto (344), come quello del precedente (316), segnano una differenza ben più notevole in confronto di quello che doveva avere il luigino di Dombes. Essi raggiungono in media appena le quattro once.

  1. Chalon R., Curiosités numismatiques, in «Revue de la num. belge», 1868, pag. 306-308