Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/272

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a lui si rivolgevano per attingere come a fonte inesauribile di erudizione e di critica sapiente tutti gli uomini più colti d’Europa. Talché non parrà esagerazione l’asserire che immensa fu la sua corrispondenza epistolare con tutti i più celebrati Istituti scientifici si nazionali che esteri, e coi personaggi più eminenti nella scienza delle antichità. A differenza del Visconti, il Borghesi non usci mai d’Italia; fu sempre schivo d’ogni pubblica carica, e nella sua inalterabile modestia non acconsenti mai ad accettare neppure le cariche onorifiche che Istituti ed Accademie facevano a gara di offerirgli. Cosi «quando le Accademie di Berlino e di Monaco gli offersero la Direzione del Corpus Universale inscriptionum latinarum, e quando Abele Francesco Villemain, ministro dell’Istruzione pubblica in Francia, tentò alla sua volta incarnare questo gigantesco disegno, che avrebbe si degnamente inaugurato la raccolta compiuta dei monumenti epigrafici del mondo romano, si rivolse di bel nuovo al Borghesi, il quale rifiutò la Direzione offertagli allegando la congerie dei propri lavori, non senza promettere però di far raccogliere le iscrizioni della Romagna. La gran raccolta delle iscrizioni romane intrapresa dall’illustre storico tedesco Teodoro Mommsen originò somigliantemente per consiglio del Borghesi»1. — Pontificando Pio IX, il Borghesi fu pure officiato dal Governo Romano ad accettare la cattedra di archeologia all’Università di Bologna, ma egli tutto intento, come fu sempre, agli amati suoi studi, e felice della tranquillità offertagli dalla Repubblica che l’aveva tanto benevolmente fin allora ospitato, non volle abbandonare il suo nido romito, e fece a quel posto nominare un altro savignanese e suo degno allievo, Gino Rocchi. «Sullo scorcio del viver suo Borghesi sentì affievolirsi la vista, e venir manco, sotto il pondo degli anni e delle diuturne fatiche, le sue forze corporee, nel mentre rimaneansi illese le facoltà della mente, come testimoniano i suoi ultimi lavori pubblicati nel Bollettino napoletano di Mi-

  1. Boccardo, Nuova enciclopedia italiana.