Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/34

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18 francesco gnecchi

le apparenze di Giove. La posa si spiega cosi molto più naturalmente e aggiungerò ancora che, per quanto si può giudicare dal bronzo, nella faccia non mi sembra vedere alcuna traccia di barba.

I segni dello Zodiaco disposti all’ingiro a guisa d’aureola intorno alla figura principale, quantunque per la finezza dell’incisione e pel poco rilievo si trovino in uno stato deplorevole di conservazione, si discernono però in modo indubitabile. Quelli che rimangono problematici sono alcuni altri piccoli segni, che pare esistessero nel campo tra la figura centrale e lo Zodiaco e mi conviene rinunciare ad ogni spiegazione, se pure ce ne potrebbe essere una.

Lo Zodiaco o parte di esso appare ripetutamente sulle monete romane, ma è sotto Adriano che fa la sua prima apparizione, cosicché il nostro medaglione si può considerare come il prototipo di questa rappresentazione.

Ho accennato a un possibile riscontro in un aureo dello stesso Adriano, e si tratta di quello riportato al N. 471 di Cohen, e cosi descritto:

R/ - SAEC AVR (all’esergo) P M TR P COS III (in giro).
Uomo seminudo (Trajano cogli attributi dell’Eternità?) a destra in un’aureola ovale, con una fenice sopra un globo.

Gli editori della 2a Edizione del Cohen, dando il medesimo aureo al N. 1321, mutarono, e credo a torto, il nome di Trajano in quello d’Adriano. Nell’esemplare citato, appartenente al Gabinetto di Francia non si fa alcuna menzione dei segni dello Zodiaco. Ma un altro esemplare esisteva nel Gabinetto Pembroke, venduto a Londra nel 1848, e nella tavola 17 di quel catalogo una rozza incisione rappresenta alcuni segni dello Zodiaco nella parte sinistra