Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/424

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372 ercole gnecchi


Un guerriero galeato e corazzato, volto a sinistra e respiciente a destra, sostiene colle due mani un panneggiamento al quale sta sospeso uno scudo con un leone rampante.

R/CONFIDENS • DNO • NON • MOVETVR • 1622.

Un leone rampante che occupa tutto il campo.

Il peso di questa moneta (gr. 27,900) è molto maggiore di quello assegnato nel detto Probierbuch al tallero di Maccagno (gr. 24,744). Mentre però quest’ultimo risulterebbe a titolo di 609 millesimi di fino, il mio, assaggiato alla pietra, dà un titolo inferiore a 500 millesimi. Talché, fra peso e titolo, il mio tallero verrebbe a un dipresso a ragguagliarsi a quello disegnato nel registro di Zurigo. Si noti per altro che i talleri della confederazione olandese, tipo del guerriero e del leone, (come si è accennato nella nota 1), con un peso quasi identico a quello del mio tallero (gr. 27,68), avevano un titolo di almeno 744 millesimi di fino, ossia di gran lunga superiore al mio. Era questa dunque una nuova sorgente di vergognoso guadagno pei nostri signorotti Italiani, i quali coprivano la loro abbominevole speculazione sotto l’egida di una moneta generalmente conosciuta ed apprezzata, non solo in Europa, ma anche nel Levante.

Si aggiunga poi che il Mandelli contraffacendo il tallero olandese, copiò scrupolosamente il suo prototipo, non mutando nulla fuorché le poche lettere che formano le iniziali del suo nome e de’ suoi titoli, mentre le altre officine italiane che imitarono quel tipo, vi fecero quasi tutte dei cambiamenti o

    siedo inedite nella mia collezione e che pubblicherò tra breve, non se ne trovano due sole che abbiano la leggenda del dritto perfettamente uguale. In molte poi di queste leggende, che racchiudono i titoli del Mandelli, (come nel tallero che sto pubblicando), mi pare di vedere uno studio speciale di abbreviazioni per nascondere, quanto più è possibile, l’origine e l’autore della moneta.