Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/448

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396 bibliografia

mamente dal Colonn. Ruggero, e più ancora l’altra sua tavola delle forme paleografiche, rilevate con somma diligenza, in modo da costituire altrettante caratteristiche preziose per la classificazione. Gioverà anche accennare al corredo bibliografico, quantunque sia stato espressamente trattenuto entro certi limiti, e non si sia voluto dare una vera bibliografia numismatica genovese.

Le descrizioni , esattissime nel registrare ogni varietà d’interpunzione ed ogni menomo segno accessorio, — ciò ch’era tanto più indispensabile per la nota uniformità della monetazione genovese, — ci danno il metallo, il diametro, il peso in grammi, il titolo legale, il nome del pezzo, l’impronta e la leggenda del diritto e del rovescio, l’indicazione della raccolta cui appartiene l’esemplare, ecc., ecc.

Le Tavole descrittive si possono chiamare insomma un vero Corpus della numismatica genovese, talché, d’ora innanzi, basterà, e d’altra’ parte sarà necessario, riferirsi ad esse per le citazioni e per le eventuali aggiunte. Tuttavia è da deplorare che nel lavoro di preparazione, pur così diligente, non siano state estese le indagini ad un numero maggiore di collezioni pubbliche e private, ciò che avrebbe permesso ai benemeriti autori di presentarci un’opera più compiuta in ogni sua parte. Alle lacune che risulteranno si potrà sempre, del resto, provvedere con un’Appendice, quasi inevitabile in libri di tal genere.

Un altro appunto avrei da muovere alla compilazione di queste Tavole, appunto di un ordine affatto secondario e che non ne scema per nulla il pregio scientifico. È noto che il Cinagli ha indicato, per ciascuna moneta da lui descritta, il grado di rarità; lo ha fatto, è vero, con criteri insufficienti e molte volte inesatti, ma, ciononostante, quelle indicazioni possono servir di guida. Nelle Tavole genovesi, ogni accenno alla rarità fu ommesso, ed è quasi sempre impossibile arguire se la moneta di cui abbiamo sott’occhio la descrizione sia comune, oppure sia rara, fors’anco rarissima. Ciò costituisce, a mio avviso, un inconveniente non lieve, poiché tale ommissione fa si che le Tavole riescano meno utili praticamente alla numerosissima classe dei raccoglitori, per la quale sarebbe stata un elemento prezioso la in-