Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/465

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notizie varie 413

Ma, lasciando questo episodio per ritornare all’argomento importante, gioverà pure anche considerare se praticamente e politicamente possa convenire l’avere una zecca unica, dato anche e non concesso, che l’angusta ed infelicissima zecca di Roma chiusa nel Vaticano e senza possibilità d’espansione, fosse invece in condizioni tali da poter accogliere tutto il ricco macchinario di Milano e bastare a tutti i possibili bisogni. La Francia, per citare un solo esempio, ha sette officine monetarie, quantunque due sole siano (ordinariamente attive, e nel 1870 avrebbe dovuto cessare la coniazione durante tutto il periodo della Rivoluzione, se avesse avuto non una sola zecca, ma le sole due di Parigi e di Strasburgo.

Dopo tali considerazioni assai sommariamente esposte, crediamo che chi deve assumersi la responsabilità d’un atto di sì grave momento, peserà coscienziosamente le poche ragioni che stanno per la soppressione e le molte che vi stanno contro. Si consideri bene che la soppressione della zecca di Milano significa ridurre il Regno d’Italia ad avere una zecca unica — e la più infelice di tutte — , distruggendo l’istituto monetario, che fra tutti primeggia per gloriose tradizioni, per importanza di servigi resi e per possibilità di renderne altri alla nazione.

La Direzione.


Bronzi romani falsificati. — La Rubrica delle falsificazioni pur troppo conviene tenerla sempre aperta. L’industria moderna si perfeziona e inventa sempre nuovi mezzi per ingannare i raccoglitori. — Oggi è dei bronzi romani che intendiamo parlare, onde mettere sull’avviso i raccoglitori di questa serie, poiché a Roma l’industria di falsificare le monete ha raggiunto un grado incredibile di perfezione. Ognuno sa come sia difficile falsificare le monete di bronzo per due ragioni, per la patina e per l’orlo, due cose che è quasi impossibile falsificare. Orbene a Roma non si fabbricano monete false, ma si prendono monete genuine e si ristampano con un conio falso, improntando su di una moneta comune il conio di una moneta rara. L’orlo è conservato perfettamente e all’occhio più esperto figura genuino,