Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/501

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monete italiane inedite nella coll. brambilla 443

nelle leggende è l’incisione che correda l’illustrazione dettata dal Bellini, e, siccome più avanti dovrò rilevare, è poi imperfetta al rovescio in qualche particolare, a mio avviso, di non lieve relativa importanza.

L’illustre nummografo ferrarese non ha aggiunto qualsiasi cenno riguardo al significato complesso della rappresentazione da esso descritta, e che appare in quel non comune rovescio, lasciandone cosi la spiegazione al libero apprezzamento dei lettori della sua dissertazione.

Notevole nella descritta moneta presentavasi la data della sua coniazione, che vi è scolpita, particolarità questa che il Portioli buon illustratore della zecca mantovana, scrive non aver mai trovato nei conii anteriori al Duca Guglielmo e che, in quanto usata in pochi pezzi di questo principe, li crede lavorati nella zecca di Casale1.

Numerose sono le monete già conosciute che portano il nome di Guglielmo Gonzaga come Duca di Mantova e Marchese di Monferrato, e come Duca anche di quest’ultimo principato (1673-1587). Io credo però potervi aggiungere ancora una monetina, non cospicua, come lo sono moltissime fra le pubblicate, ma anzi alquanto umile, quale sarebbe quella che accennai presentata dal Muratori, e che, se a differenza di questa non porta il nome del principe pel quale fu battuta, pure può con buone e precise ragioni essere a lui attribuita.

Il diritto di questa mia moneta nella sua parte principale corrisponde al rovescio di quella pubblicata dal Muratori, presenta, cioè, una elegante vaschetta (labrum) dalla quale emerge sovra incombendovi ben

  1. A. Portioli, La zecca di Mantova, parte I, pag. 65.