Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/502

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444 camillo brambilla

disegnata la testina laureata di Virgilio, il cui nome VIRGILIVS • MARO • è scolpito nel giro. In questo mio esemplare sono però distintissime nei fianchi della vaschetta due sporgenze ben ornate dalle quali fluisce un getto del liquido in quella contenuto. Manca la data all’esergo ed invece sta qui chiaramente rilevata la lettera P fra due punti. Al rovescio poi, con tipo affatto singolare, ma al certo non strano in moneta di Mantova, sta una figura sdraiata di persona di età matura, avente nella mano destra un fascio di canne palustri, ed appoggiata col braccio sinistro ad un’urna dalla quale scorre abbondante l’acqua. Sopra nel giro si legge MINTIVS, cosi più evidentemente precisando la rappresentazione del fiume che lambe la patria del poeta, nei cui versi è più volte ricordato. Lo zecchiere volle sostituire il suo MINTIVS al MINCIVS di Virgilio, né si saprebbe trovarne motivo fuorché in una non giustificabile bizzarria. Ho ritenuto che il fascio di vegetali a lungo gambo posto nella mano destra della figura che rappresenta il fiume sia composto di canne palustri quali abbondano lungo il Mincio, che appunto secondo il poeta copre l’algose rive di palustri canne1.

A mio avviso quelle bocche laterali alla vaschetta per le quali scorre da essa il liquido a modo di vivissimo fonte, completano il significato del diritto di questa moneta. Certo si volle alludere per tal forma alla esuberante abbondanza con cui dalla mente di un poeta qual’era Virgilio perpetua delizia di chiunque abbia il sentimento del bello2, e la cui testina è qui effigiata, sortivano le immagini ed i versi, siccome

  1. Virgilio, Georgiche, Libro III.
  2. Cesare Cantù in nota alla descrizione di Mantova dell’Arrighi; Milano 1859, pag. 21.