Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/503

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monete italiane inedite nella coll. brambilla 445

scorre il liquido dagli aperti fianchi di un vaso ricolmo, e le limpide onde defluiscono nel rivo1.

Quanto alla lettera P che sta all’esergo, si può in essa ravvisare, come vi era inclinato in sua lettera il chiarissimo Portioli, la iniziale dello zecchiere Pelino (Ottavio) da Brescia, che insieme ad Ottaviano Ardizzone da Trino assumeva con capitolato 18 Dicembre 1581 dal Duca Guglielmo la condotta delle zecche di Mantova e di Casale2.

L’uniformità in complesso della rappresentazione riguardante Virgilio, in questa e nella moneta del 1554 pubblicata dal Muratori, ed appartenente a Guglielmo di cui porta il nome, persuade ad ammettere anche l’interpretazione di quella lettera P, nulla ostando, che lo zecchiere Pelino riproducesse per lo stesso Duca, e con qualche variante da lui pensata, un tipo precedente da quello già aggradito. Per tal modo la mia moneta, che per sé dovrebbe collocarsi fra le estravaganti di epoca incerta, potrà invece senz’altro essere attribuita al Duca Guglielmo, ed aversi come battuta circa l’anno 1581 o nei prossimi successivi in cui la zecca di Mantova trovossi affidata al Pelino col socio Ardizzoni.

Questa moneta che pel modulo (millimetri 16), pel peso (milligrammi 680), e pel poco argento in essa aggiunto al rame, non esito a qualificare per un sesino, mi parve pur notevole per una certa quale sua eleganza, riprodotta sul mio esemplare, sebbene di meno perfetta conservazione, dalla eccezionale perizia del Kunz. Reputo che la stessa moneta, come tante altre dei Gonzaga, ben confermi

  1. Tale tuum carmen nobis, divine Poeta,...... quale per aestum Dulcis aquae saliente sitim estinguere rivo. Virgilio, Egloga, V.
  2. A. Portioli, op. cit, pag. 107.