Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/511

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monete italiane inedite nella coll. brambilla 453


Margherita di Savoia era donna che sentiva fortemente di sé, ritenendosi atta e capace a condurre le più importanti transazioni politiche. Essendole quindi impedito di tutelare gli interessi dell’unica sua figlia Maria, e di aver parte attiva, come avrebbe desiderato, nelle pubbliche faccende, a ciò ostando i propositi tanto del Duca Vittorio Amedeo a Torino, quanto quelli del Duca Carlo I di Nevers a Mantova, Margherita decise di recarsi alla corte di Madrid colla quale teneva i già accennati intimi rapporti.

Lasciato pertanto il territorio Estense, e dopo breve dimora a Cremona, Margherita trasferivasi a Genova senza più toccare Torino, e di là navigava per Barcellona ove trovò accoglienze palesemente festose e cordiali.

Filippo IV ed il suo ministro Olivarez ben conoscevano le particolari e distinte qualità di Margherita educata alla corte di Carlo Emanuele di Savoia, e non mancarono quindi di valersene, dandole nello stesso tempo una posizione corrispondente alla cospicua sua nascita. Le venne infatti affidato, col titolo eminente di Vice-regina, il governo del Reame di Portogallo, che da molti anni la corte di Madrid teneva soggetto alla Spagna. Margherita corrispose largamente a quanto da essa aspettavasi, e fu personalmente stimata ed altamente onorata dai portoghesi. Ma il ministro messole ai fianchi da Filippo IV, o meglio dall’onnipotente Olivarez, nella persona di Michele Vasconcellos, non la seguì punto nei suoi divisamenti diretti a togliere ogni fomite ai movimenti favorevoli alla casa di Braganza da tempo espulsa, né alla corte di Madrid furono dal Re e dal Conte -Duca suo ministro ascoltati i saviissimi di lei ammonimenti. Il Vasconcellos fu rovesciato ed ucciso il 1 dicembre 1640, e Margherita riguar-