Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/510

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452 camillo brambilla

fratello Duca Vittorio Amedeo successo a Carlo Emanuele, e che dotato di molto senno e di singolare prudenza avrebbe voluto persuadere Margherita a non esporsi alle conseguenze di una comparsa in Mantova, dove le premure per la figlia potevansi credere o far credere ostentate, e non avrebbero in ogni caso sufficientemente coperti gli intenti politici.

Carlo di Nevers strettamente legato alla corte di Francia doveva in fatto essere agevolmente condotto a gravi sospetti riguardo alla Duchessa Margherita di cui si conoscevano insieme all’ingegno ed all’attività, i molti ed intimi rapporti colla corte di Madrid ove regnava Filippo IV nipote di Caterina d’Austria, madre della stessa Margherita. Le guerre poi da poco terminate, e massime il sacco dato nel 1630 alla città di Mantova, già afflitta dalla pestilenza avevano recato tali miserevoli danni da imporre il maggior riserbo. Margherita pur volle ad ogni modo portarsi a Mantova, e potè rivedere la figlia ma ben per breve tempo, che il Duca Carlo non le acconsentì più lungo soggiorno, di ciò tosto e formalmente diffidandola.

Sempre annunciando le sue preoccupazioni per la figlia, Margherita, nell’abbandonare Mantova avrebbe voluto trattenersi alla non lontana corte di Modena presso il nipote Francesco I d’Este, ma anche questo principe, desideroso quant’altri di tenere un possibile, però allora assai difficile equilibrio fra le influenze, che disputavansi il vero dominio nelle cose italiane, si schermì dall’acconsentire alla di lei permanenza in Modena, e nelle sue dipendenze. Una sola notte Margherita rimase nei domini del nipote Francesco d’Este, e nel lasciarli, con amaro sorriso significava al conte Monteccucoli inviato del Duca di Modena essere essa nata per beneficare i nipoti, non per recar loro incomodo.