Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/55

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aes rude, signatum e grave, ecc. 39

11, 12, di maggior diametro, sono sensibilmente elittici, mentre gli assi nn. 13, 15 sono quasi tondi.

La patina è generalmente di color plumbeo con lustri verdoni e quasi neri ; tartaro verde chiaro, in qualche punto azzurro, come nei quadrilateri. I nn. 12 e 15 al diritto, ed i nn. 10, 11 al rovescio, presentano delle macchie gialle d’ossido ferruginoso, come l’aes rude n. 1. Ciò dimostra che sono stati a con- tatto con qualche oggetto di ferro.

Circa i tipi della testa d’Apollo, è rimarchevole negli esemplari 10, 12 l’analogia stilistica o tecnica e perfino simiglianza spiccata con la nota testa ideale di Alessandro il Grande.

La trattazione dei capelli nei diversi esemplari presenta qualche piccola divergenza. Nei nn. 11, 14, 15 le ciocche sono più minute. Il diadema è poco visibile nei nn. 12, 13, chiaro solamente verso il vertice del capo ; negli altri esemplari gira in forma di cordone intorno alla nuca, nascondendo interamente il cocuzzolo.

Le teste del rovescio corrispondono in tutti gli esemplari, meno nel n. 14, con le teste del diritto. La trattazione più fine dei capelli dei nn. 11, 14, 15 si osserva da ambe le parti. Nel n. 14 la testa del rovescio riprodotta nella tav. XIV, 2, assume un carattere assolutamente diverso dall’ordinario, più italico che greco. Il viso, alto 0,033 nei nn. 10, 12, 13, 15, è alto 0,040 nel n. 14, e 0,035 nell’esemplare n. 11, dove si osserva la prima trattazione fine dei capelli. La larghezza dalla punta del naso alla nuca rimane pressoché la stessa in tutti e sei gli esemplari. Nella testa n. 14 (rovescio) gli occhi sono trattati in altro modo, non più alla maniera alessandrina; la fronte e le arcate sopracigliari non sono cosi sporgenti; le cavità degli occhi, cosi profonde e caratteristiche negli altri esemplari, sono quivi assai