Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/597

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notizie varie 539


Di veramente autentico è venuto in luce in questi giorni un medaglione di Vibio Volusiano e precisamente quello descritto dal Cohen al n. 138; è abbastanza bello, sebbene non di prima conservazione ed ha una patina tenera, chiara che, specialmente nel rovescio, lo rende gradevole all’occhio.

Pure in questi giorni è uscito un medaglione in piombo di Caracalla, quello che il Cohen descrive al n. 92 attribuendolo ad un conio del Padovano. Io mi permetto di dire che l’arte di questo medaglione non è affatto quella del Padovano, e sebbene le lettere S • C, del rovescio facciano sospettare che si tratti di una imitazione presa da un gran bronzo, pure la testa di Caracalla è magistralmente trattata. Questo pezzo ha una bella patina, ma trattandosi di piombo, la patina ha un’importanza secondaria perché questo metallo, come tutti sanno, si ossida con facilità ed in breve tempo. Ad ogni modo, se è falsificazione, non è di recante data.

Di un altro medaglione in bronzo do qui la descrizione non avendolo trovato notato nell’opera del Cohen.

Diritto : M • AVREL • ANTONINVS AVG • GERM • SARM • TR • P • XXX • Busto laureato con corazza a destra. — Rovescio: COS • III • Soldato (forse l’imperatore) con asta nella sinistra in atto di coronare un trofeo alla cui base sono legati due prigionieri.

A Nepi è stato scoperto un ripostiglio di circa 300 monete di argento, romane consolari, acquistato in gran parte dal Cav. Giulio Bignami, uno dei più intelligenti numismatici di Roma e collettore sul serio. Le più rare monete di questo ripostiglio sono le seguenti: Carisia il n. 17 del Babelon, Cæcilia il n. 52, Claudia il n. 21, Eppia il n. 2, Julia il n. 132, Petronia il n. 19, Plætoria il n. 12, ecc. Per conservazione si distinguono quelle colla testa di Augusto, quasi tutte a fior di conio, mentre la maggior parte delle altre sono da squagliare. Ciò fa supporre che il tesoretto sia stato nascosto ai tempi di Augusto o poco dopo.

Il Cav. Bignami stesso ha avuto inoltre la fortuna di acquistare per la propria collezione una monetina di bronzo