Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/73

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aes rude, signatum e grave, ecc. 57

la dea Roma augurium capiens del frontone settentrionale Capitolino, rinnovato dagli Ogulnii (296 a. C), la quale è rappresentata in modo chiaro e sicuro su taluni denari romani anonimi riferiti al 106 a, C. (?) (Babelon, I, p. 72) ed altresì nei denari di Petilio Capitolino (Babelon, II, p. 292)1. Siccome la dea Roma del tempio di Giove Capitolino era, come dice espressamente Svetonio (Oct. 94) in confronto con Dione XLV, 1, il signum Reipublicae emerge senz’altri commenti la significazione religiosa e politica di questo importante tipo monetario2.

Quanto alla testa femminile del rovescio, — non capisco come non sia ancora stata riconosciuta — essa rappresenta certamente Venere, ed è sicuramente desunta dal tipo della Sibilla Cumana e Partenopea,

  1. Intorno alla dea Roma nel tempio di Giove Capitolino, oltre Preller-Jordan, Röm. Mythol., II, p. 856, si vedano: la memoria speciale del Köhne, Revue num. Belge, 1870, p. 51, tav. III; Berliner Blätter für Münz- und Wappenkunde 1870, V, p. 257 e seg,, tav. LXII e singolarmente le mie osservazioni nel Museo Italiano, 1884, vol. I, I Frontoni ecc., p. 90, sulle quali devo oggi più che mai richiamare l’attenzione dei dotti. Una rappresentazione più completa del soggetto offertoci dai citati denari repubblicani, l’abbiamo nel marmo Colonnese di Marino (opus sectile) pubblicato dal Tomassetti, Bull. dell’Ist., 1886, tav. I, p. 1 segg., senza però riconoscervi il notevole rapporto col gruppo Capitolino da cui dipende. Fra la dea Roma che prende l’augurio (augurium capiens) stando seduta sopra un mucchio di scudi gallici, e la lupa degli Ogulnii, sono, in questo marmo raffigurati il fico Ruminale e Faustolo, cioè la parte stata trascurata dall’artista monetario per abbreviazione del soggetto (cfr. la lupa con Faustolo ed il fico Ruminale nelle monete campane, Garrucci, tav. LXXIX, 19-20, ecc.). L’imagine di Roma (v. nota 72) corrisponde con quella esibitaci dalle monete riferibili alla dedizione dei Locresi, 277 a. C. (Garrucci, tav. CXII. 81, 82), onde si vede quanto essa sia antica. Le ali della galea nei denari di Petilio furono aggiunte posteriormente, vedi cap. IV; e cosi è posteriore il tipo della galea del marmo Colonnese.
  2. Che il Capitolium con le relative divinità e nel suo insieme fosse la quintessenza della religione politica romana e come tale una propria creazione romana di Stato, fu giustamente rilevato anche dal Jordan, Topographie der Stadt Rom, Berlin 1882, pag. 85 e segg.