Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/84

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68 luigi a. milani

materiale del popolo romano1; è l’emblema abbreviato di Giove Fulguratore, rappresentato dalla fatale quadriga fittile di Volcas di Vei sul culmine del tempio Capitolino2, raffigurata nei famosi quadrigati romani (v. sopra p. 53) e nel bronzo trientale Capuano a iscrizione osca3; è l’aquila infine che, come uccello del buon augurio, guida e protegge le legioni romane4, e che, quale insegna dell’esercito (l’aquila legionare), rappresenta l’onnipotenza militare romana e propriamente l’imperium militare5. Di qui anche la celebre invocazione di Orazio riferita a Druso,

  1. Vedansi le osservazioni da me fatte a proposito di un’Insegna etrusca nelle Notizie degli scavi, giugno 1887, p. 2137 e segg. Ivi nella stampa cadde o fu dimenticata l’indicazione della misura di detta insegna, la quale è riprodotta a tav. V, 1, metà circa del vero (larg, 0,27, alt 0,19).
  2. Vedasi ancora il citato mio scritto nel Museo Ital., I, p. 89, nota 5, e p. 90, nota 1; Servio, ad Aen, VII, 188, la nomina come uno dei septem pignora imperii.

    Nel rovescio dei denari di un Ogulnio (Babelon, II; p. 266), triumviro monetale insieme con un Vergilio o un Verginio, ed un Carvilio, o Garvilio (non Gargilius, come generalmente si ritiene, Babelon, I, p. 581 e segg.) è raffigurata la quadriga del culmine del fastigio settentrionale Capitolino instauratavi dagli Ogulni nel 296 a. C. (Liv., X, 28, 11). Nel tipo del diritto credo di riconoscervi, o il Summanus (= Iupiter Anxur; Veiovis), caduto dal fastigio sud Capitolino al tempo di Cicerone (De div., I, 10), o la testa della statua colossale di Giove (Veiovis, cfr. la folgore sottostante) fatta eseguire ex manubiis samnitibus da Sp. Carvilio (Plin., H. N., XXXIV, 43).
  3. Vedi Garrucci, tav. LXXXVII, 6, 7, 16-7, 20, etc.
  4. Mi riferisco a questi due importanti luoghi di Tacito: Ann. II, 17, “Interea pulcherrimum augurium octo aquilae petere silvas et intrare visae, imperatorem advertere, exclamat, irent, sequerentur Romanas aves, propria legionum numina. ” — Hist. I, 62, laetum augurium . Fabio Valenti exercituique, quem in bellum agebat, ipso profectionis die aquila leni meatu, prout agmen incederet, velut dux viae praevolavit; longumque per spatium is gaudentium militum clamor, eaquies interritae alitis fuit, ut haud dubium magnae et prosperae rei omen acciperetur.
  5. Vedasi il notevole studio del Domaszewski , Die Fahnen in römischen Heere, nelle Abhdl. d. arch.-epigr. Seminar. Wien, 1885 (p. 28 e segg. dell’estratto). In questa memoria sono riprodotte molte