Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/109

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pesi proporzionali desunti dai documenti, ecc. 105

tuiva il prezzo equivalente, secondo che questi erano tagliati o sul sistema merovingio, o di Pipino, ovvero di Carlo Magno.

Il Guérard ed il de Barthélemy non tennero verun conto di queste valutazioni, servendosi e del peso ottenuto dai denari, che riuscì debole, e di quello di grammi 326,30 assegnato alla libra romana; essi dovettero perciò sopprimere quella libra del valore di sei soldi di 40 denari, aggiustando nel luogo di quella la libra merovingia, che era di un decimo più pesante, e così da nella alla libra di Carlo Magno, ebbero la proporzione di 12 a 15 once, che era poi la medesima proporzione, fra quelle due libre, da noi più precisamente determinata da 13 15/100 a 16 once: mentre coi pesi deboli ma proporzionali, di grani 24 per il denaro del sistema di Pipino, e grani 32 per quello di Carlo Magno, avrebbero avuto grammi 306 per la libra romana: grammi 336 60/100, per la libra merovingia: grammi 408 per quella di Carlo Magno, e così la proporzione fra 12 a 16 once, fra la libra romana e quella di Carlo Magno, egualmente ci era resultato dai documenti italiani.


CONCLUSIONE.


Coi pesi proporzionali ottenuti dai documenti, l’arduo problema dei pesi effettivi delle tre differenti libre è ridotto al solo peso della libra romana, che aumentato di un decimo dovrebbe dare il peso della libra merovingia, aumentato di un terzo, quello della libra di Carlo Piagno.

Sul peso effettivo dell’antica libra romana, che costituisce il punto essenziale della nostra teoria, sono alquanto discordi i pareri degli scienzati, facendolo oscillare fra grammi 327 e 321 circa, ne è improbabile che questa varietà possa derivare in parte dall’epoca alla quale ciascuno di loro rivolse le ricerche, potendo ben essere che