Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/209

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poche osservazioni sul denaro di l. memmi 197

etruschi1, e a Vulcano loro padre, tutte divinità del fuoco. Ma a preferenza d’ogni altro sono accanto ad Apollo, col quale vengono talvolta identificati, fino ai più tardi tempi dell’impero. Sulle monete imperiali dell’Asia niente di più frequente che l’unione di queste divinità con Apollo; ora questo è figurato al diritto e i Gemelli stanno al rovescio coi loro attributi, ora sulle monete di Filippo padre e figlio, di Gordiano Pio, di Gallieno, Apollo tiene per mano e sorregge col suo braccio uno dei Gemelli.

Un gran numero di monete autonome dell’Italia meridionale e della Sicilia associano i Dioscuri ad Apollo, ed è notevole che nella maggior parte di esse il diritto sia occupato dalla testa di Apollo, il rovescio dai Gemelli o a cavallo o in piedi, ma sempre coi loro berretti conici e gli astri. Nuceria, Tarentum, Paestum, Locris, Rhegium, Catana, Messana, Syracusae, Tyndaris ci porgono esempi abbondanti della costante unione di queste divinità, le quali avevano un’affinità indiscutibile; e sono sufficienti a comprovare anche un’altra volta che i tipi della nostra moneta siano quali li abbiamo descritti: maggiormente poi quando si pensi che di tale unione non manca un qualche esempio nella stessa numismatica romana, la quale nel denaro di A. Albinus S. F. ci addita la via per la spiegazione della moneta di L. Memmius.


  1. Instit. Archeologico. Annali 1841 p. 234. Inghirami, Monum. etruschi, II, pag. 482 e s. tav. 49, Gerhard, Etruskische Spiegel, CCLV. Id. LVI. ecc.