Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/251

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vite di illustri numismatici italiani 239

quell’anno stesso (1823), col titolo: Notizia intorno agli antichi monumenti raccolti in Egitto dall’ill. cav. Drovetti Console generale di Francia in quella contrada. In questo scritto il S. Quintino dimostrò tanta competenza, da indurre il Re a nominarlo Conservatore di quella splendida raccolta, e il S. Quintino, per corrispondere al grande onore che gli era venuto, a più ampia illustrazione del Museo affidato alle sue cure, approfondi maggiormente i suoi studi e, specializzandoli, pubblicò una dopo l’altra le seguenti dissertazioni: 1.a Osservazioni intorno all’età ed alla persona rappresentata dal maggiore colosso del R. Museo egizio di Torino (1824:); — 2.a Interpretazione e confronto di una iscrizione bilingue che sta sopra la cassa di una mummia egiziana nel R. Museo di Torino (l824); — 3.a Descrizione delle medaglie imperiali Alessandrine inedite del R. Museo di Torino (1824); — 4.a Sull’uso, cui erano destinati i monumenti egiziani detti comunemente scarbei (1825); — 5.a Saggio sopra il sistema dei numeri presso gli antichi Egiziani (1825); — 6.a Descrizione delle medaglie dei Nômi, ossia delle antiche provincie e città dell’Egitto, che si conservano nel R. Museo di Torino (1832); tutte le quali dissertazioni furono stampate ed inserte negli Atti della R. Accademia agli anni sopra accennati. Lo cure del Museo a lui affidato, non distolsero il S. Quintino dall’attendere ad altri lavori, di che sono prova gli altri scritti che contemporaneamente ai precedenti andava di mano in mano pubblicando, e cioè: Osservazioni intorno ai monumenti dell’antica colonia di Libarna. presso Serravalle, in val di Scrivia (1824): — Recensio monumentorum veterum, qui apud hæredes Cl. Viri Equitis Ab. Joan. Baptistæ Incisa e comitibus Sci. Stephani Augustæ Taurinorum asserrautur: additis nonnullorum anedoctorum vel præstantiorum numismatum descriptionibus (1826); — Dell’italiana architettura durante le dominazione dei Longobardi. Quest’ultima dissertazione venne stampata in Brescia nel 1820, e fu premiata dall’Ateneo di quella città, che onorò l’autore coll’iscriverlo a suo membro corrispondente.

Carlo Alberto di Carignano, successo a re Carlo Felice il 27 aprile 1831, tosto che le cure dello Stato gli permisero