Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/301

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classificazione del bronzo imperiale 285

zione di bronzo romano, non sarà fuori del caso il ricordare almeno sommariamente la seconda, sia perchè crediamo che uno studio speciale su ciò non sia mai stato fatto, sia perchè il medaglione, il quale, come vedremo non no fa che un brillante episodio, ha per gran tempo sviata l’attenzione dal resto della monetazione imperatoria, la quale, perchè assai poco numerosa, venne nel suo principio e fino all’apparire del Medaglione confusa colla senatoria.

La serie delle monete coniate direttamente dall’imperatore incomincia fino dal principio dell’impero. Lo stesso Augusto, che accorda al Senato il diritto e la giurisdizione sulla moneta di bronzo, conia monete direttamente nei tre moduli1. Segue Tiberio con pochi sesterzi (i soli che portino la sua testa) e alcuni dupondii, poi Agrippina con sesterzi, Caligola con sesterzi e dupondii, Claudio con pochi dupondii e assi. Sotto il regno di Nerone la monetazione imperatoria di bronzo prende il suo massimo sviluppo e relativamente abbondanti sono le sue monete nei tre moduli. Di Galba abbiamo sesterzi e dupondii, più numerosi i primi che i secondi; di Vitellio un unico sesterzio. Vespasiano, Tito e Domiziano si limitano a coniare qualche raro sesterzio, pochi dupondii (di cui uno col rovescio del caduceo tra due cornucopie è comune a tutti e tre) ed alcuni piccoli bronzi. Nerva non conia moneta propria di bronzo. Traiano la riprende in piccolissime proporzioni, e i suoi sesterzi o gran bronzi, come tutte le monete precedenti, non si scostano ancora menomamente dal tipo senatorio, e da queste non si distinguono se non per la mancanza delle lettere

  1. Conviene però notare come probabilmente tutte le monete che Augusto senza s . c, gran parte di quelle de’ suoi successori, Tiberio e Caligola e tutte quelle di Claudio, furono battute fuori di Roma.