Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/304

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288 francesco gnecchi


Il momento di ritornarvi è venuto, e mi pare che il problema sia ora sciolto in modo soddisfacente. Questi due bronzi vanno a collocarsi nella serie imperatoria, corno ultimo esempio del tipo senatorio.

Levato queste due eccezioni, da Adriano in poi, sotto i suoi successori e principalmente sotto Commodo, si seguono i medaglioni più o meno ricchi, artistici, grandiosi, fregiati di cerchio ornamentale, e la moneta dell’Imperatore si stacca completamente e per sempre da quella del Senato.

Ma la trasformazione operata da Adriano e mantenuta dai suoi successori nel tipo della monetazione imperatoria ne cambia forse l’essenza? Non mi pare. Tutte le monetazioni subiscono e riflettono gli alti e bassi dell’ambiente sociale in cui vengono prodotte, e un miglioramento nell’arte, come un aumento nel peso della moneta imperatoria, nulla tolgono alla continuità di questa serie, la quale va considerata nella sua essenza, non già nelle sue apparenze esteriori. L’apparire dunque dei così detti medaglioni all’epoca d’Adriano e il loro perpetuarsi, trasformandosi a norma dei tempi e più o meno seguendo l’andamento della monetazione ordinaria senatoria, non è, come più sopra s’è detto, se non un episodio nella lunga storia della serie imperatoria.


V.


Se però i medaglioni o multipli imperatorii, come quelli più appariscenti e più numerosi, furono i primi ed anzi i soli, che destarono l’interesse e lo studio, nel fatto essi non sono che una imitazione, migliorata più tardi sotto l’aspetto artistico, di quelli del Senato; i quali, per quanto a noi