Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/404

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388 giuseppe castellani

« lo possino godere tutto in una occhiata; et per calare a detta loggia vi sono doi scale a cordone amplissime a semicircolo; vi sono ancora a torno a esso porto repartite quattro altre scale doi a cordone e doi a scalini, dalle quali si cala pure a detto Porto; et al suddetto canale del porto dalla parte di ponente vi è il scalo da poter tirar fuori li Vascelli che hanno bisogno d’accomodamenti; atorno poi al detto terrapieno vi sono strade doni larghissimi per commodità di carrozze, et per condurre dal Porto alla Città tutte le mercantie.

«Il detto Porto non ha dentro di esso fiume che gli possa far pianara con travagliargli li vascelli che vi stanno dentro, ne anco far corrente alla bocca che gli renda difficile l’ingresso a essi vascelli, però si giudica che sarà un porto sicurissimo da pigliar con ogni facilità la sua bocca et ò quieto dentro come un stagno et non solo sarà diffeso dalle fortune del mare ma anco dalli venti per essere esso circondato da muri e terrapieni si alti a torno, come si è detto.

«Quanto al suo commercio si spera sarà di molto concorso per essere non solo delle sudette qualità ma anco per essere il sito dove è il diritto della scala di Roma, Umbria, parte della Marca e Toscana.

«E tutto col disegno et construttione di Geronimo Rainaldi Romano Architetto dell’inclito Popolo Romano in spatio d’anni quattro in cinque . . . . .»

Il Rinaldi doveva consegnare il porto costruito nel termine di due anni e invece ci badò quattro o cinque anni, come dice il Negosanti e come appare dai reclami fatti alla Corte Romana dal Comune di Fano perchè l’architetto non si atteneva ai patti stipulati. Soltanto agli 8 settembre 1616 il porto fu aperto e primo ad entrarvi fu Paron Vincenzo Moreri da Chioggia. Il Consiglio eresse una Chiesa1 in onore della Vergine per ringraziar Dio del completamento del porto e qualche anno dopo fece causa all’architetto perchè il porto veniva interrito.

La spesa raggiunse i 50 mila scudi, somma davvero ingente per quei tempi e per un piccolo paese come Fano. Tenuto conto del costo dei materiali e della mano d’opera, equivale a più di 400 mila lire di nostra moneta2, spesa

  1. Chiesa che esiste tuttora ed è la parrocchiale del Porto.
  2. Basti accennare che il cavamento fu appaltato a paoli 8 la canna cuba ossia a poco più di cinque centesimi il m.c, mentre ora costa cen-