Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/424

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408 bibliografia

" sione aveva già fatto incidere la maggior parte delle tavole.

" Scopo della Commissione — quello di mettere nelle mani dei dotti un Corpus della numismatica gallica — è chiaramente indicato dalla scelta stessa dei pezzi, che compongono quest’Atlante, e che appartengono alle collezioni più svariate; si può anzi affermare che questo scopo fu press’a poco raggiunto, giacché non vi è, per così dire, un solo tipo importante che non vi sia rappresentato.

" Sfortunatamente l’opera preparata con tanta cura, restava incompiuta; due dei principali collaboratori, i signori Robert e Muret morivano in quest’intervallo di tempo, e il Sig. De Barthélemy, assorbito da altri lavori, non poteva continuare la sua valida collaborazione; anche l’incisore Dardel, colpito da malattia, non poteva più dedicare l’opera sua al compimento delle tavole. "

Fu allora che il Ministro dell’Istruzione Pubblica, incaricò il Signor Henri de la Tour di portare a termine e pubblicare quest’opera. Le tavole predisposte per l’Atlante sommavano a cinquantacinque, ma queste non recavano che il disegno delle monete, senza alcun titolo, senza numeri, senza riferimenti. Tutte queste ulteriori indicazioni si devono dunque al sapere e al paziente e solerte lavoro del de la Tour, il quale, non potendo più giovarsi degli studi già intrapresi dai numismatici, che l’avevano preceduto, dovette attendere tutto solo al lungo e difficile lavoro. Il de la Tour credette superfluo di descrivere ad una ad una le monete delle tavole, giacché la maggior parte di quelle monete, appartenendo alla collezione della Biblioteca nazionale, erano già state descritte nel Catalogo delle monete galliche di quel museo pubblicato dal Muret fino dal 1889, e le altre poche si trovavano pressoché tutte descritte in altre opere facili a trovarsi. Egli prese dunque quel Catalogo come base del lavoro, e confrontando i varii disegni cogli originali, collocò ad ogni moneta i numeri di riferimento a quelli del Catalogo della Biblioteca Nazionale e a quelli di altre cinque o sei collezioni dove esistono tipi non posseduti da quel Museo.

Queste Tavolo ammirabilmente incise dal valente bu-