Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/520

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stico, ma conformi affatto di concetto. Di due, gl’incisori sono anonimi: d’una, si credette autore, per un momento, il celebre Giovanni dalle Corniole, la quale sarebbe uscita, invece, secondo il Milanesi, dal punzone d’uno dei Dalla Robbia, e probabilmente di quell’Ambrogio, assai valente nella plastica, che nel 1495 vestiva l’abito di san Domenico per mano del Savonarola. Vorrebbesi anzi che da lui si foggiassero anche lo altre quattro1 .


Ho detto che fra Domenico, ammirato per il coraggio, onde si fece incontro al martirio, s’ebbe nell’anime dei Piagnoni un culto, se non pari, certo indiviso da quello del maestro; e che anche di lui, come del Maruffi, si sono incise immagini e coniate medaglie, che per timore degli Arrabbiati si tenevan nascoste. E di queste è a crodere sia la medaglia, di cui si parla, la quale nella squisitezza del lavoro accusa, non v’ha dubbio, la mano d’un artefice provetto. Dire chi esso fosse, non è dato di certo; come non è dato additare, tranne che per congetture, gli incisori delle medaglie del Savonarola. Mi giova anzi notare che una medaglia in onore di quest’ultimo, della dimensione di 62 millimetri, si custodisce anche nel Museo di Vicenza.

È la stessa, che è riportata dal Mazzucchelli2, dal Friedlaender3 e dal Trésor de Nu-

  1. Armand, op. cit., part. I, pag. 105 e 106, p. II, pag. 46, p. III, 33, 169, 170. Paris, 1882-1887.
  2. Mazzucchelli, Musaeum, tom. I, tav. xxviii, n. 3. Venetiis, 1761.
  3. I. Fkiedlaender, Die italienischen Schaumünzen des fünfzehnten Jarhunderts. Berlin, 1880-1882.