Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/160

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appunti di numismatica romana 129


È detto in poche parole quanto è storicamente noto intorno all’effimero regno del tiranno Valente. Siamo al principio del terzo secolo, e il mondo romano è diviso fra Costantino Magno e Licinio. L’Oriente e l’Egitto sotto l’impero di quest’ultimo, l’Italia con tutto il resto sotto quello di Costantino. L’anno 314, fosse per ambizione dell’uno o per gelosia dell’altro, fatto età che s’accese la guerra fra i due imperatori, e Licinio affidò al suo generale Valente il comando delle sue truppe, le quali ebbero la peggio nelle campagne di Cibalea in Pannonia la giornata dell’otto ottobre. — Licinio riparò frettolosamente nella Tracia e fu allora, che si associò neir impero Valente, accordandogli il titolo di Augusto, probabilmente per esserne meglio aiutato a riorganizzare lo sgominato esercito e a restaurare lo scosso suo potere. Da Filippopoli, dove s’era rifugiato, domandò la pace a Costantino che lo inseguiva, e questi l’accordò bensì a lui, ma a condizione che Valente fosse giustiziato. Ciò avveniva nel dicembre dello stesso anno, cosicché il regno di Valente non può essere durato che poche settimane. Da qui la estrema rarità delle sue monete, le quali furono per gran tempo ignorate, poi ammesse dubitativamente, finché al giorno d’oggi se ne conoscono positivamente due tipi, un medio e un piccolo bronzo.

Cohen non conobbe alcuna moneta di Valente tiranno. Diede però la descrizione di un piccolo bronzo perfettamente identico a quello di Frascati sopradescritto, togliendolo dal Catalogo d’Ennery. Ma non vi prestò fede, anzi l’annuncia colle seguenti parole:

" Ón trouve dans le Catalogne d’Ennery la médaille suivante de Valens, qui est suspecte d’autant plus qu’elle lui donne le titre d’Auguste. „

Il piccolo bronzo di Valente nel Catalogo della collezione d’Ennery è difatti presentato con una