Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/171

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140 f. ed e. gnecchi

11. Grosso (gr. 2.250). — 3a Var. n. 8-11.

D/ – • HESTOR • VICECOMES • MODOVETIE • & • C Biscia, c. s. Al disopra una stelletta.

R/ — SANCTV’ ABROSIV’. Il Santo, c. s. Ai suoi lati, nel campo, due stellette.

Coll. Gnecchi. Arg. R.3 L. 40.

12. Grosso (gr. 2.320). — 4a Var. n. 8-11.

D/ – • HESTOR • VICECOMES • MODOETIE • & • C’.

R/ – SANCTVS ThreeDots.png ThreeDots.png ABROSIV.

Coll. Osnago. Arg. R3. L. 40.

13. Grosso (gr. 2.250) — 5a Var. n. 8-111.

D/ — Come il precedente. Sopra la biscia, un cerchietto.

R/ – SANCTVS • AMBROSIVS. Il Santo, c. s. Ai suoi lati, nel campo, due piccoli b.

Coll. Gnecchi. Arg. R.3 L. 40.

  1. La maggior parte di queste varianti inedite del Grosso di Estore Visconti, come quelle di Giancarlo e di Estore e Giancarlo riuniti, che descriveremo in seguito, provengono dal ripostiglio di Sartirana, scoperto nel 1889, e dl quale fu fatto un breve cenno in questa Rivista (Anno III, 1890, fase. I, pag. 171-173).
    Mercè questo ripostiglio, il numero delle monete di Estore e di Giancarlo, da noi pubblicate in quest’Appendice, supera complessivamente quello delle loro monete descritte nel nostro libro, e che, avevamo potuto mettere insieme esaminando le migliori collezioni.
    Una cosa degna di osservazione nelle monete di questi due usurpatori, sono gli errori che si riscontrano nelle leggende di quelle monete, errori assai più frequenti di quelli che troviamo in pressoché tutte le monete contemporanee. Giammai,’ a nostro credere, nome di città fu storpiato in così svariate guise come quello di Monza. Fra le monete pubblicate nel nostro libro e quelle descritte in quest’appendice, troviamo le seguenti varianti di quel nome: modoeti, modoetie, modoitie, modoizie, modoite, modotie, moetie, modoe, modvite, moitie, modovetie, moe, mol. Molti altri errori troviamo del pari nelle parole hestor e vicecomes.
    Questi errori, più che alla fretta, sono dovuti all’ignoranza degli incisori, e dei loro stessi committenti, i quali erano certo più valenti nel maneggiare la spada che la penna.