Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/216

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annotazioni numismatiche genovesi 185

da quello francese che per l’IANVE • D • e per le iniziali di zecca. Passando al secondo gradino ossia alle monete di argento, si riscontra nell’applicazione dei nuovi ordini minor severità; il castello è tollerato sul rovescio in compagnia di una nuova leggenda, che sebbene restrittiva, è pur sempre genovese. Finalmente, all’ultimo gradino i nostri minuti palesano una maggior tolleranza, perchè, se hanno al rovescio la stessa leggenda delle monete d’argento, portano tuttavia il castello al dritto secondo il loro vecchio tipo.

Non vorrei che alcune varianti, nei particolari del conio, potessero indurre qualcuno nel dubbio di altre difficoltà. Nella fig. 5 abbiamo una rosetta dopo la prima iniziale del zecchiere, quasi ad indicare la fine della leggenda. Ma secondo me, non si dovrebbe attribuire soverchia importanza a questo particolare, di fronte agli altri esemplari che portano ogni iniziale indifferentemente tra due punti o due rosette.

Anche questa volta non mancherò di seguire l’abitudine ormai inveterata, di additare tuttociò che degli scritti antecedenti venga a trovarsi in condizione di dover essere modificato. Se nella XX Annotazione esprimeva l’opinione che i minuti del Governatore dovessero escludere quelli coniati a nome del re, ora son costretto dai fatti a limitarla almeno al primo periodo della dominazione di Lodovico XII.

Pizzighettone, Febbraio 1893.