Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/238

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documenti visconteo-sforzeschi, ecc. 207
recipiat aliquos grosos veteres ad computum imperialium viginti quatuor1, ut currebant hactenus, quia de ipsis nuilum ad predictum computum reciperet noster texaurarius, ut ordinari fecimus cum eo.»

48. — 1392, luglio 6, Milano. — Ordine dato da Giov. Galeazzo conte di Virtù pel riaprimento della zecca di Pavia. [Riportato in Brambilla, Monete di Pavia, p. 486-87. Cfr. anche p. 387].

49. — 1396, marzo 29, Losanna. — Convenzione tra il vescovo Guglielmo di Menthonay e mag.r Johanes de Quanturio, di Milano, per l’esercizio della zecca di Losanna, per un anno [Haller, Schweiz. Münz und Medaillen-Cabinet, Berna, 1781, vol. II, p. 355 e Supplemento in Revue suisse de Numismatique, 1892, p. 270 e seg.].


Nella Revue è dato il testo completo della convenzione monetaria. Lo zecchiere milanese, Giovanni da Cantù, doveva coniare scudi d’oro, grossi, mezzi grossi, denari e oboli2. Ricordato anche in «Miscellanea di storia italiana,» vol. XIII, p. 151.
  1. Gli editori dei documenti dell’Osio aggiungono qui in nota:

    " Consta che il grosso in origine si computava 24 denari e ricevette appunto questo nome come più grosso del semplice soldo, di cui valeva il doppio. Con editto 15 di gennaio del 1391 ebbe nell'ordinario commercio un aumento notabile, avendo il principe ingiunto di spenderlo per 32 denari, mentre egli si riservava di riceverlo secondo il valore primiero. Ma il disordine quindi nato provocò un mese appresso la revoca di quell’editto. Da un’altra grida però del 5 di febbraio 1392 si rileva che erano in corso alcuni grossi di nuovo stampo, grossi stampi nostri novi, i quali fu prescritto dover correre per l’avvenire al computo di 18 imperiali ciascuno. Forse i grossi vecchi qui accennati si volevano parificare in quanto al valore ai nuovi. Il Giulini ove tratta di questa moneta, lascia desiderare al lettore una spiegazione più chiara «.
  2. Nel 1418 batte moneta per il medesimo Vescovo Giovanetto da Cantù; forse suo figliuolo. — Il Dionisotti cita un Johannes Petrus de Follis de Madiolano, magister monetarum in Crepacorio, „ Crevacuore [Tonetti, Guida della Valsesia, 1891, p. 121].