Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/507

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Ben poco, per non dir quasi nulla, si sa di Claudio Muzani. Il Magrini lo dice fratello di Antonio, di Troilo e di Silia, tre amici del Palladio1. Dalla sola medaglia si apprende ch’egli, oltrecchè cittadino di Vicenza, fosse cavaliere C(ivis) E(t) E(ques) V(icentini), A questo titolo devesi forse il costume della toga romana, ond’è vestito il busto. E più che al titolo è a credere si connetta ad altri motivi, comuni nel secolo decimo sesto, in forza specialmente dello studio prevalente della antichità. Anche i Muzani per una certa analogia del cognome facevano risalire le origini del loro casato a’ Romani. Pretendevano cioè di discendere nient’altro che dall’antichissima famìglia de’ Muziani, tramutatasi nel 361 da Roma in Milano insieme con sant’Ambrogio, e da Milano poi in Vicenza. Il fatto, del resto, notevole e unico, di Claudio è l’edificazione del palazzo palladiano di Rettorgole, rivelatosi per la medaglia, dissotterrata dal Curti; palazzo pregievole anche per i vari dipinti di Paolo Veronese e dello Zelotti2.


Che il Muzani aspirasse, ciò non pertanto, a qualche cosa, che lo dovesse levare al di sopra del comune degli uomini, sembrerebbe farsi chiaro per

  1. "Magnificus Sila vir religione et pietate insignis Magn. Hieronymi Eg. Fr. ex vetustissima Mutianorum Familia, quae Roma cum D. Ambrosio anno Dom. CCCLXI. Mediolanum inde vero Vicentiam translata est, Monumentum lave sibi prisque Posteris aedificavit anno a Portu Virgineo MDLXXVII.„ Faccioli, Musaeum Lapidarium Vicentinum, pars HI, pag. 280, n. 57. Vicentiae 1804.
  2. Magrini, Op. et loc. cit.