Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/530

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

documenti visconteo-sforzeschi, ecc. 463
«Parpayole per libr. o s. ij d. j per caduno
«Novini de savoglia et de losana novi per libr. o s. o d. viij per caduno
Non si ardisca spendere nè ricevere «moneta alchuna de valuta de dinarj sexi, nè da sexi in zoso se non è fabricata ne la zecha ducalle.» Vietato il ricevere dei «Gatischi per precio alcuno.» I Fiorini del reno «quali callano oltra grani trei habiano tara soldi uno per grano fino a grani sexi et oltra grani sexi non se spendano nè se recevano per precio alcuno». I «ducati ducali da la testa, li quali siano de meno pexo che de puncto, non se spendano nè se recevano per precio alcuno». I «ducati veniziani e firini larghi et de camera li quali caleno oltra el justo peso fin a gr. dui habbiano tara uno soldo et denari sexi per grano, et oltra dui grani non se deno spendere nè recevere per precio alcuno.» Gli «scuti de franza e di savoglia quali calano oltra grani dui habbiano tara soldo uno per grano fin a grani quatro et oltra grani iiij non se deno spendere.»
Rinnovasi il bando dei quindicini forestieri, e il divieto di esportare dell’oro e dell’argento fuori del ducato milanese «in peze, verghe, grana, bolzonaglia sotto pena de perdere dicto oro et argento et tute le bestie, carri, nave et ogni altri imstrumenti cum li quali et per li quali conducesse dicto oro et argento et oltra ciò de pagare el doppio.»
Chiunque avesse «portata e conducta o vero facta portare in la città de Milano.... alcuna quantità de oro o dargento.... debbia consignare al maistro o datieri de la zecha esso oro et argento infra trei dì proximi a venire, doppo sia zonta» pena la multa del doppio e la confisca dell’oro.
«Veruno fabro aurifice maestro da botegha non possa comprare oro nè argento se non fin ala quantità de marche cinque fra la septimana de bolzonaglia, tanto per uso de la botegha sua et non più nè altramente, et per nullo modo possa comprare oro nè argento in peze, verghe e grana senza consentimento de ditti dazierj e superiori dessa zecha.» Ancora che «qualunque persona oltra fabri aurifice e maestri da bottegha, la quale comprasse alchuna quantità doro o dargento da qualunque maynera predicta per fare lavorare cioè in taze, bacile et simile cosse sia tenuta notificare la quantità desso oro e dargento, da una marcha in su ali datieri et superiori de ditta zecha quello dì medesimo che larà comprata. Et debia fare canti essi dazierj de far lavorare esso oro et argento talmente com-