Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/548

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statero d'oro di posidonia 481

Il peso di questo statero d’oro di Posidonia è di gr. 8,50 e corrisponde quindi esattamente a quello dei darici persiani, o degli stateri di parecchie città dell’Asia minore1, derivati dal sessantesimo della mina assiro-babilonese. I darici persiani coniati su questa base, dalla metà del VI secolo sino alla metà del IV, erano assai abbondanti nel periodo in cui fu coniato lo statero di Posidonia. Circolavano per quasi tutto il mondo antico, secondo ne attestano gli scrittori, e furono trovati spesso nei ripostigli siculi, che rimontavano al VI secolo o alla metà del susseguente. Altre monete d’oro puro coniavansi, in quel torno, nella Cirenaica, in Etruria ed a Cuma.

Disgraziatamente abbiamo poche notizie su Posidonia; ma dalle monete, che trovansi in grande abbondanza nelle rovine de’ sontuosi suoi templi, alcuni dei quali furono costruiti certamente nel VI e V secolo, possiamo formarci una idea della sua prosperosità e della sua importanza commerciale.

Posidonia, dipendente in certo qual modo dalla metropoli Sibari, ebbe con questa comunanza di commercio, specialmente per le relazioni tra l’Etruria, e l’Asia minore, per cui Sibari, in breve tempo, divenne così ricca. Dopo la distruzione di Sibari, continuò Posidonia a prosperare, e di ciò fanno fede sopratutto le sue monete.

Parmi quindi che nessuna ragione o tecnica o storica possa indurci a dubitare di questa moneta, e che se nasce il dubbio su di essa, forse si è perchè di tutto ciò che ha inusuale importanza siamo proclivi a dubitare.

Ad ogni modo, sia che altri confermi questo mio giudizio, sia che io dimostri erroneo, mi è parso necessario che questa moneta sia conosciuta e discussa.


  1. Nell’Asia Minore si cominciò a coniare l’oro puro, per lo più sostituito alla monetazione di elettro, verso la fine del V secolo. In Grecia pure la moneta d’oro puro appare alla fine del V o al principio del IV secolo.