Pagina:Rivista italiana di numismatica 1894.djvu/178

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damente confermata dalla storia. Nei primi anni del V secolo i Cartaginesi tentarono di assoggettare quella città che era diventata fiorente e fecero la spedizione di Amilcare che nel 480 fu disfatto pienamente da Gelone. Verso questo tempo o anche prima collocheremo la coniazione delle suddette monete federali, quando cioè Imera intimorita, si volgeva per aiuto alle città del continente. In questa occasione Crotone e Imera coniarono, in segno d’alleanza, monete che hanno impressi i tipi di ciascuna; il tripode è tipo frequentissimo di Crotone, il gallo d’Imera1.

In questa epoca sono anche da collocare, come abbiam detto, le monete d’Imera coll’astragalo. È difficile spiegare questo tipo. L’antichità non ci ha trasmesso notizie soddisfacenti sull’uso e il valore degli astragali nella religione. Io credo che si possano riferire al culto di Ercole, come il gallo, in quanto accennano alla virtù delle acque salutari d’Imera. E notevole la maniera come si consultava l’oracolo di Boura in Acaia. In una grotta stava la statua di Ercole che aveva innanzi una tavola probabilmente divisa in compartimenti, con dadi o astragali, e chi consultava il dio, dopo la preghiera prendeva quattro dadi e li gettava sulla tavola. Dalla caduta dei dadi avevasi il responso. Nelle leggende di Ercole parlasi spesso di dadi che eran considerati come gli astragali2. Nulla di più facile che l’astragalo sia rimasto a significare qualche cosa nel culto di Ercole, specialmente ove il culto di questo eroe era connesso colle acque termali. Ercole in Imera è divinità medica ed ha quindi tutte le attribuzioni di Asclepio. Ora nel culto di Asclepio trovasi qualche accenno agli astragali

  1. Secondo il Garrucci (t. CVIII, n. 35, 36) accennano ad alleanza con Imera altre due monete di Crotone con la leggenda IA.
  2. Bouché-Leclerc, Hist. de la Divin. III, p. 210.