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210 francesco malaguzzi valeri

Il Cambiatori scriveva allora subitamente al fattoiducale del buon esito del viaggio dello Scaruffi a Mantova e quegli così rispondeva:

«Al magnifico Cambio Cambiatore, ducal salinaro da Reggio, da fratello carissimo.

«Magnifico da fratello carissimo. — Ho hauto la vostra di 24 sopra la cosa delle monete per mezzo de quale son restato sodisfattissimo de voi et me ha molto piaciuto che le cose siano passate et stiano del modo che mi scriueti et in risposta non me occorre dirvi altro se non che mi pare che a Parma incaminati el cechiero o altra persona in proposito a chiarire quei di Parma circa la bontà delle monete di qua perchè quello Ill.mo signor duca si levi di quella sinistra impressione, datagli indebitamente et di quello sera successo et fatto poi mi darete auuiso et per questo mi vi raccomando et offero.

«Di Ferrara alli xxviii aprile del 1550.

«Essendo già gionto qui S. Ecc.tia le ne ho parlato et mi cornette che io vi scriva che non mandiate di fare ut supra.

«Come fratello

«Lanfranco del Gesso ducal fattore generale».1.

Come anche da questa lettera si rileva, lo stesso duca di Parma, Ottavio Farnese, aveva pure mostrato intenzione di imitar l’esempio della corte di Mantova e aveva fatto reclami al duca di Ferrara sulla moneta reggiana. Anche questa volta gli Anziani delegavano Gasparo Scaruffi a recarsi a Parma per giustificare le monete battute a Reggio. Lo Scaruffi vi si recò il 16 maggio e presentatosi al governatore Ottavio Ferro, innanzi a lui, ai saggiatori di quella zecca et altri professori di tale arte in Parma provò interamente la bontà dello scudo e del biancone reggiano con bonissima sodisfacion di esso s.or Governatore, delti sazatori, et astanti2.

  1. Arch. cit. — Registri delle lettere, 28 aprile 1550.
  2. A. Balletti, Op. cit.