Pagina:Rivista italiana di numismatica 1894.djvu/450

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432 ettore gabrici

Anche la Chimera è un mostro della Licia, con forme di leone e di becco, accennanti alla potenza devastatrice dell’uragano e dell’inverno, nonchè alla forza eruttiva del monte, di cui essa era un’incarnazione.

La Nike dei trioboli, l’elmo e gli schinieri degli oboli sono ricordi della vittoria d’Imera, la quale avea fruttato a Gelone immenso bottino, che in parte fu consacrato nel tempio d’Imera, in parte distribuito agli alleati, in parte recato a Siracusa per abbellimento della città.

Ma mentre gli storici antichi fanno menzione di una vittoria terrestre, le monete fanno supporre che si debba credere ad una vittoria navale, perchè la Nike tiene in mano un aplustre.

La testa barbata con diadema può esser quella di Kronos che sta sur una moneta d’Imera di bello stile (n. 116). Osserva acconciamente l’Imhoof-Blumer che Κρόνος, re della Sicilia secondo la leggenda, aveva diverse città di quest’isola a lui sacre, esistenti ancora ai tempi di Diodoro1, che si chiamavano Kronia. Imera potrebb’essere stata una di queste città e in tal caso queste monetine supplirebbero alla mancanza di notizie intorno a questo culto. Sappiamo che Dionigi subì dai Cartaginesi, nel 383 av. C, una sconfitta nel luogo detto Kronium2; ma dove esso sia non ci è dato sapere. Il grande numismatico va anche più oltre e crede che il culto di Kronos possa rivelarci un’influenza fenicia in Imera. Cito le sue parole: " Von Greichen und Römern ist der phönicische Moloch zuweilen Kronos und Saturnus genannt worden. Durch die Vermischung der phö-

  1. Diod., III, 61.
  2. Diod., XV, 16.